Tour dei parchi americani. Cosa vedere e come scegliere le tappe.

Il mio amore smisurato per gli Stati Uniti ha vinto nuovamente e anche quest’anno la meta delle vacanze estive sarà l’America. Abbiamo visitato molte grandi città americane, mai uno dei suoi National Park e quindi quale ragione migliore per affrontare una nuova sfida? Cartine, mappe, guide turistiche e Turisti per Caso, si ho proprio tutto per iniziare a decidere un itinerario di massima.

Organizzare un viaggio è quanto di più complesso, eccitante e meraviglioso possa esistere. Adoro passare i miei pomeriggi a leggere diari di viaggio, spulciare riviste, sottolineare guide e atlanti, tutto questo “lavorare” ha una conclusione: la realizzazione di un sogno. Ogni viaggio è la concretizzazione di un desiderio, la scoperta di un piccolo mondo a se, dove tutto si rivela essere una scoperta.

Le tappe scelte per questi 20 giorni sono articolate in:

  1. Las Vegas

  2. Zion National Park, Bryce Canyon

  3. Glen Canyon

  4. Canyon de Chelly

  5. Antelope Slot Canyon

  6. Monument Valley

  7. Grand Canyon

  8. Pheonix

  9. Los Angeles

  10. Malibu, Santa Monica, Venice Beach

  11. San Francisco

  12. Sequoia National Park

  13. Google site, Facebook Headquarter, Hp Garage, Silicon Valley

Le miglia da macinare saranno molte e quindi abbiamo deciso di prenotare due voli interni, uno da Phoenix a Lax e l’altro da Los Angeles fino a Frisco.

Il periodo scelto non è dei più felici, agosto, nei parchi le temperature saranno molto elevate, un po’ di paura c’è, ma poi pensi che negli States ovunque è presente l’aria condizionata quindi don’t worry and be happy, the next stop its the west coast!

In questo breve, ma ricco diario di viaggio eviterò per una scelta ragionata di non parlare delle grandi città da noi visitate, preferendo approfondire i parchi nazionali e il loro meraviglioso tesoro.

Le strade americane sono veramente enormi e ben tenute, abbiamo macinato 600-700 km al giorno senza accorgerci, vuoi per l’ottima scelta dell’auto, un suv Ford, vuoi per le giuste pause pianificate a monte.

Il nostro primo incontro è stato solo di passaggio con lo Zion National Park, parco di trasferimento per lo spettacolare Bryce Canyon dove abbiamo passato un intero pomeriggio.

america ovest-Bryce_Canyon

Bryce canyon, Usa, National Park

bryce-canyon

Nonostante il nome, non è un vero e proprio canyon, ma più un anfiteatro dove si ergono innumerevoli pinnacoli, gli hoodoos, prodotti dall’erosione delle rocce sedimentarie per azione dell’acqua piovana, vento, neve e ghiaccio. Le rocce hanno un’intensa colorazione che varia dal rosso, all’arancio al bianco, osservarle durante il tramonto è uno scenario quasi mistico. Il parco è stato istituito nel 1928, quattro anni dopo essere stato proclamato monumento nazionale.

Il biglietto di ingresso ai parchi nazionali acquistato all’entrata dello Zion N.P. ci permette di visitare tutti i parchi di proprietà americana come il Canyon de Chelly dove si può vedere una piccola comunità Navajo ancora in attività.

Il Canyon de Chelly fa parte dell’altopiano del Colorado, di quella che viene chiamata la zona dei Four Corners. Il territorio è costituito da due canyon principali che formano una Y posta in orizzontale che si trova ad una altitudine di circa 1500 metri sul livello del mare. Eroso nell’arenaria dalla forza dei venti e dei due fiumi che vi scorrono, il canyon de Chelly ha pareti verticali alte ben 300 metri. In fondo al Canyon troviamo tende Navajo con indiani attivi nell’agricoltura e nell’allevamento.

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Il successivo step ci vede all’interno della diga Hoover e sulla jeep navajo per la visita dell’ Antelope Slot Canyon.

L’Antelope slot canyon e’ di proprietà Navajo quindi il national pass non ha valore in questo territorio e per accedere bisogna acquistare un ticket a parte ed essere scortati all’interno con le loro guide. Lo scenario che ci si apre davanti e’ mozzafiato, un percorso roccioso color rosso arancio corroso dal vento. Si percorre un viottolo scavato dal tempo in penombra… Sembra di essere all’interno dello screensaver di Window. La nostra guida ci consiglia le angolature migliori per scattare le foto e ci racconta miti e leggende indiane.

Antelope slot canyon

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Dopo questo spettacolare scenario Navajo siamo di nuovo in auto: prossima destinazione Monument Valley!

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All’interno del parco ci vengono proposti 3 diversi modi di esplorazione:1) con le loro jeep in gruppo, 2) a dorso di cavallo con guida Navajo 3) con la nostra auto… L’ultima scelta si rivelerà la migliore; i turisti che hanno scelto il tour in jeep ha solo mangiato molta polvere e si è fermata nei posti prestabiliti dalla guida, mentre noi abbiamo potuto vivere il parco a modo nostro, in piena libertà.

Il sito è stato più volte usato come set cinematografico per film western, ma anche per uno degli episodi del fortunatissimo Ritorno al Futuro. Carichi di voglia di scoprire questa meraviglia della natura, dopo un giretto alle bancarelle all’ingresso, saltiamo in aiuto e iniziamo la nostra avventura con la colonna sonora di Ennio Moricone.

Consiglio da amante di fotografia: gli orari migliori per restare affascinati dalla Monument Valley e catturarne su pellicola l’essenza sono l’alba ed il tramonto; quando la luce del sole crea stupendi effetti e giochi di luce con i monoliti di arenaria.

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Monumet Valley, USA, National Park

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Credevamo che dopo lo spettacolo della Monument nessun altro parco ci avrebbe regalato emozioni così enormi, ma sbagliavamo…. La vista del Grand Canyon è qualcosa di indescrivibile.

Il Grand Canyon, lungo 446 chilometri e profondo 1600 metri, diviso in quattro entrate (nord, sud, est ed ovest) nasce dall’erosione del fiume Colorado nello stato dell’Arizona. Riconosciuto come parco nazionale il 26 febbraio 1919 è oggi uno delle meraviglie naturali più visitato del mondo.

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Abbiamo avuto la fortuna di poter assistere al tramonto da uno dei vari point of view del parco, e vi posso assicurare che è un’emozione indescrivibile, ti senti piccolo piccolo ed impotente. La luce solare sulle rocce crea giochi irripetibili, la pace ed il silenzio ti avvolgono e ti regalano una serenità che non ha eguali.

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L’ultimo parco da noi visitato è stato il Sequoia National Park a nord di San Francisco. Quello che sembra accoglierti come una piccola foresta di conifere si rivela poi essere un luogo magico dove il tempo si è fermato.

Attraversiamo il parco a piedi effettuando uno dei vari percorsi consigliati dai rangers all’ufficio informazioni e ne restiamo sorprendentemente entusiasti.

Le sequoie, alberi millenari, con un tronco talmente alto da far confondere con le nuvole la folta chioma verde, ti accompagnano lungo il cammino come compagni silenziosi, ma carichi di storia da raccontare ad ogni sosta. Giochiamo a nascondino scattando innumerevoli foto ricordo tra i rami a terra e tra i tronchi. Il silenzio è interrotto solamente da qualche canto di uccello e dal rigoglio del piccolo ruscello che attraversa il Parco Nazionale.

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Una mattina a mio avviso non basta per godere a pieno della bellezza del Sequoia National Park, purtroppo la nostra tabella di marcia è talmente carica che a ora di pranzo dobbiamo lasciare questo luogo da fiaba, luogo che ci resterà nel cuore per la grande serenità che ci ha saputo donare.

 Mariva.