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Visita al campo di concentramento di Dachau

6 Gennaio 2018

“Mercoledì 22 marzo 1933 verrà aperto nelle vicinanze di Dachau il primo campo di concentramento. 
Abbiamo preso questa decisione senza badare a considerazioni meschine, nella certezza di agire per la tranquillità del popolo e secondo il suo desiderio.”

Con queste parole, il 21 marzo 1933, il capo delle SS Heinrich Himmler, annuncia sulla rivista tedesca Munchner Neueste Nachrichten, l’apertura del primo campo di concentramento nazista, il campo di sterminio di Dachau. Campo che resterà aperto fino alla liberazione da parte degli americani nel 1945.

Durante il nostro breve viaggio a Monaco di Baviera abbiamo deciso di dedicare una giornata alla visita al campo di concentramento di DachauVolevamo cercare di capire la crudeltà di quel luogo, cercare di comprendere come potevano aver vissuto tutti quei poveri ed indifesi deportati. Volevamo cercare di dedicare un giorno alla memoria, anche noi nel nostro piccolo.

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La nostra toccante visita a Dachau

Vuoi il freddo del mese di dicembre, vuoi la stanchezza accumulata nei giorni precedenti, la visita al campo di concentramento di Dachau ci ha storditi. La biglietteria e il piccolo viale che si deve percorrere per accedere non ti preparano a quello che i tuoi occhi stanno per vedere e il tuo cuore sta per provare.

Varcare l’ingresso, trovarsi di fronte ad un’immenso piazzale racchiuso da alte mura, un piccolo fossato e filo spinato ti fa sentire senza fiato. La sensazione di apnea è un crescendo per tutta la permanenza al memoriale di Dachau.

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Accesso principale al campo di Dachau, il “Jourhaus“

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I luoghi di Dachau

L’intera area è divisa in: blocchi interamente visitabili, ricostruzioni perimetrali a testimoniare le baracche ormai abbattute ed un museo. La nostra visita al campo di concentramento di Dachau inizia dai dormitori e si conclude con la mostra permanente del museo, probabilmente la parte più toccante dell’intero memoriale.

I dormitori

Le 32 baracche dormitorio erano dislocate vicinissime l’una all’altra. Oggi solo una di esse è stata ricostruita fedelmente ed aperta al pubblico, tutte le altre sono idealmente rappresentate sul terreno tramite perimetri di cemento armato colmi di ciottoli.

Entrando all’interno della camerata non si capisce ancora bene le condizioni di vita ed igienico sanitarie dei prigionieri, non si percepisce che erano costretti a lavorare, soffrire e morire schiacciati dalla follia nazista. Letti a castello a tre ordini dislocati su lunghissime file, ammassati, senza lasciare spazio al passaggio, ecco quello che ci accoglie. Letti privi di materassi, in tavole di legno duro. La sensazione di malessere emerge al primo sguardo.

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Camere a gas e forni crematori

Proseguendo il tour, ed entrando in quelle che sembrano semplici stanze vuote, si resta immobili realizzando che li non venivano portati i detenuti per la doccia domenicale, ma per essere brutalmente addormentati con il gas. Preceduta da un’ala adibita a spogliatoio, la camera a gas è vuota e priva di finestre, con un soffitto molto più basso del normale che conferisce un senso claustrofobico.

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Non immaginavo il dolore che si può provare camminando in questi luoghi di sofferenza fino a quando non l’ho vissuto. Ho sentito le lacrime scendere e, senza accorgermi, mi sono ritrovata a piangere. Come può un essere umano fare questo? La pazzia non può essere la risposta.

Asciugate le lacrime abbiamo proseguito la visita al campo di concentramento di Dachau arrivando ai forni crematori. Un piccolo ambiente con due forni in mattoni rossi, lunghi circa 2 metri, dove venivano letteralmente smaltiti i corpi del genocidio operato dai nazisti. Questo blocco, del 1940, verrà ampliato nel 1942 con la costruzione della Baracca X, un luogo ancora peggiore.

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Museo del Memoriale del Campo di Concentramento di Dachau

La visita al campo di concentramento di Dachau comprende anche un museo allestito all’interno dell’unico bunker dell’epoca, ancora in piedi. La mostra documenta, in tredici sezioni permanenti, la storia del campo di Dachau.

La mostra illustra i brutali, ed a volte letali, esperimenti fatti sui detenuti, usati come delle vere e proprie cavie umane, senza rispetto alcuno. Sono esposti oggetti di tortura nazista, fotografie che testimoniano le atrocità e le angherie di cui erano vittime gli ebrei. Molte le sezioni video che documentano il periodo decennale di Dachau e i documenti storici.

Informazioni utili

Come raggiungere il Memoriale

Arrivando da Monaco, il modo più semplice per raggiungere il campo di concentramento di Dachau è utilizzando i mezzi pubblici. Prendendo il treno S2 dalla stazione centrale di Monaco in direzione Dachau/Petershausen. Il viaggio in treno è breve, circa mezzora. Arrivati alla stazione ferroviaria di Dachau, dovete prendere l’autobus 726 verso Saubachsiedlung, sono poche fermate fino all’ingresso del memoriale. Da qui potete iniziare la vostra visita al campo di concentramento di Dachau.

Orari e biglietti

La visita al campo di concentramento di Dachau è completamente gratuita. Il memoriale è aperto tutti i giorni dalle 9:00 alle 17:00. Il memoriale rimane chiuso il 24 di Dicembre.

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Mappa del memoriale di Dachau

Indirizzo Centro per Visitatori, informazione e ingresso al memoriale

Centro per Visitatori – Memoriale di Dachau
Pater-Roth-Str. 2a
85221 Dachau
Germania

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19 Comments

  • Reply Stefania Ciocconi 6 Gennaio 2018 at 9:21

    Io ho visitato quello di Auschwitz e ho provato le tue stesse sensazioni

  • Reply NonPuòEssereVero 6 Gennaio 2018 at 20:37

    Sei stata coraggiosa, io sono stata male visitando la casa di Anna Frank, non credo riuscirei a visitare un campo di concentramento.

    • Reply Marina 8 Gennaio 2018 at 14:50

      Anche io ho pianto molto visitandolo, non lo farei mai più!

  • Reply Fra 17 Gennaio 2018 at 7:57

    Viaggi storici pieni di pathos

  • Reply IlmondodiChri 17 Gennaio 2018 at 13:54

    luoghi pieni di lacrime <3

  • Reply Bruna Athena 17 Gennaio 2018 at 14:55

    Sono stata a Monaco di Baviera, ma ho preferito non andare. Non credo che visiterei mai un campo di concentramento: mi mette troppa angoscia.

  • Reply Vale G. 17 Gennaio 2018 at 15:59

    Conoscendomi non credo che riuscirei a visitarlo, mi mette troppa tristezza

  • Reply Rita Paola Maietta 17 Gennaio 2018 at 16:13

    Queste sono visite che fanno riflettere e toccano il cuore. Grazie per il tuo reportage. xoxo

  • Reply Annalisa 17 Gennaio 2018 at 16:20

    Me lo ricordo quel campo di concentramento. Freddo, grigio, sterile. Toccante. Di una tristezza infinita.

  • Reply Camilla 17 Gennaio 2018 at 17:42

    E’ un viaggio che prima o poi nella mia vita voglio fare, credo che tutti dovrebbero!

    XOXO

    Cami

    Paillettes&Champagne

  • Reply Francesca A 18 Gennaio 2018 at 7:43

    Luoghi della memoria , per non dimenticare perché la storia non si ripeta.

  • Reply erica 18 Gennaio 2018 at 11:23

    Io alle scuole superiori, durante una gita tra Salisburgo, Monaco e Neushweinstein sono stata a visitare Mauthausen ed è stato impressionante. Ti parlo di quasi 20 anni fa ma ricordo tutto perfettamente.

  • Reply alessandra 18 Gennaio 2018 at 11:58

    Bellissima guida, deve essere stato molto emozionante, io non riuscirei ad andare sono troppo sensibile
    Alessandra

  • Reply Chiara 18 Gennaio 2018 at 17:20

    Davvero un’esperienza forte, la ricordo con tanta emozione

  • Reply Kiki Tales 18 Gennaio 2018 at 18:38

    Io so che starò male, ma spero di poterlo vedere dal vivo prima o poi. Secondo me dovrebbero essere obbligatorie le gite scolastiche in luoghi simili!

  • Reply Raffaella 18 Gennaio 2018 at 22:52

    Un luogo ricco di storia, ma altrettanto ricco di tristezza e di luoghi che forse non vorrei mai vedere…

  • Reply Chiara MammaGlitter 19 Gennaio 2018 at 8:40

    Deve essere un’esperienza davvero forte, prima o poi vorrei visitare anche io questi luoghi della memoria, anche se temo che non sarà facile a livello emotivo.

  • Reply IDA 20 Gennaio 2018 at 6:46

    davvero impressionante… doveroso ricordare

  • Reply Katia / Il Miraggio Blog di Viaggi Arte Storia 24 Gennaio 2018 at 19:26

    A marzo sarò a Monaco e la visita a Dachau è in forse: credo che deciderò all’ultimo se andarci o meno! Una cosa è studiare tutto questo sui libri e un’altra cosa essere lì di persona …

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